07 Dicembre 2018 – Vive la France. Ciclo di letteratura francese

presentato da Paolo Paccagnani

Tre incontri per assaporare il meglio della letteratura francese…

Venerdì 7 Dicembre 2018 – Ore 17.00

Honoré de Balzac

Vive la France – Ciclo di letteratura Francese

È stata definita “la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell’umanità”, ed è certamente una perfetta rappresentazione di quell’invenzione del XIX secolo che fu il romanzo moderno europeo. Tra tutti i romanzieri francesi il nome di Balzac (con la sua Comédie humaine) è il primo che viene in mente quando si volesse o si dovesse raffigurare il panthéon universale di questa forma di narrazione. È quasi un’associazione automatica che lega l’uomo all’opera e l’opera all’epoca.

da Wikipedia


Zola, Émile
Emile Zolà

L’artista di questa scuola. È lui, che, pur combattendo ogni tendenza convenzionale dell’arte, e atteggiandosi a novatore, ripiglia le tradizioni, e non distrugge, ma compie il romanzo psicologico e storico assorbendolo e realizzandolo ancor più nel suo romanzo fisiologico… il suo romanzo è dunque uno studio più acuto e più compiuto dell’uomo, a base fisiologica”.

De Sanctis

Gustave Flaubert
Gustave Flaubert

La lezione letteraria dell’autore di L’educazione sentimentale è che nel romanzo «occorre far parlare le cose,…. far sì che dicano la loro realtà,… far sì che dicano la loro verità».


Charles Baudelaire
“Non disprezzate la sensibilità di nessuno. La sensibilità è il genio di ciascuno di noi.”
Charles Baudelaire

Concependo la poesia come fenomeno irrazionale, individuale e perciò unico e inimitabile, Baudelaire aderì all’esigenza di attualità e di realtà della scuola romantica, e della vita del suo tempo ritrasse e interpretò anche gli aspetti più oscuri e scabrosi, trasfigurandoli in un linguaggio stilisticamente elaborato, e con immagini, simboli e “corrispondenze” di grande efficacia rappresentativa.

Del romanticismo rifiutò l’effusione sentimentalistica, né condivise la fiducia di alcuni settori nel progresso continuo, materiale e morale, dell’umanità; l’espressione indiretta, allusiva, del suo contenuto lirismo, tradusse piuttosto l’esasperato pessimismo di molti poeti e letterati della sua generazione, disse la tormentata malinconia d’una condizione di caduta e di rinuncia, la noia che opprime e isola, gli slanci verso ideali di bellezza assoluta, le rivolte, i rinnegamenti, le evasioni verso i regni della voluttà, del vizio, dell’autoesaltazione, del sogno e della morte, e sempre con un senso quasi cristiano di colpa, con una lucida coscienza del peccato, con un miraggio di elevazione e purificazione.

Tratto da TRECCANI: Baudelaire, Charles

Paolo Paccagnani leggerà e commenterà i testi tratti da:

  • Lo Spleen di Parigi
  • I Fiori del Male

“Non a tutti è dato di prendere un bagno di moltitudine: godere della folla è
un’arte; e può concedersi un’orgia di vitalità a spese del genere umano
soltanto quello a cui una fata abbia insufflato fin dalla culla il gusto del
travestimento e della maschera, l’odio del domicilio e la passione del
viaggio.”

Charles Baudelaire – Lo Spleen di Parigi

“Ah, non sapranno mai queste bellezze
da vignette, prodotti guasti, nati
da un secolo cialtrone, questi piedi
fatti per stivaletti, e queste dita
da nacchere, il mio cuore soddisfare.”


Charles Baudelaire – I fiori del male
Jaques Prevert

La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita.
Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto e tradito, ma alla fine sempre ricercato.
Una gioia che coincide con la nascita e la vita, ed a sua volta con la primavera le grand bal du printemps ed anche con la figura del bambino, la sua semplicità e gioia che si ribella alle istituzioni, come la scuola, quel posto dove “si entra piangendo e si esce ridendo”…
Come già detto il ribellarsi alle istituzioni e la voglia estrema di libertà si ritrova pienamente nell’immagine dell’uccello, più volte presente nella sua poesia.

Tratto dal  CORRIERE SALENTINO: Jaques Prevert

Paolo Paccagnani leggerà e commenterà i testi tratti da:

  • Poesie
  • Fiesta

“La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro.”

Jaques Prevert – Poesie

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia spaccata
E il grande letto era aperto
e la porta serrata
E tutte le stelle di vetro
della felicità e della bellezza


Jaques Prevert – Poesie
Rimbaud, Jean-Nicolas-Arthur

Le sue prime poesie (1869-71) erano state l’esplosione di un temperamento lirico personalissimo, che fra parodie e imitazioni antifrastiche si era presto liberato da ogni influsso.

La ribellione contro l’ordine familiare, politico, religioso, vi era espressa con durezza potente: la metallica perfezione delle Chercheuses de poux, degli Effarés, di Ma bohème, dei Poètes de sept ans, le immagini grandiose, incisive e simboliche, del Bateau ivre, le ardite sinestesie del sonetto Voyelles, avevano già rivelato una prodigiosa maturità. 

Tratto dal  TRECCANI: Rimbaud, Jean-Nicolas-Arthur

Paolo Paccagnani leggerà e commenterà i testi tratti da:

  • Il Battello Ebbro

Da allora sono immerso nel Poema del Mare
Che, lattescente e invaso dalla luce degli astri,
Morde l’acqua turchese, dentro cui, fluttuando,
Scende estatico un morto pensoso e illividito;
Dove, tingendo a un tratto l’azzurrità, deliri
E ritmi prolungati nel giorno rutilante,
Più stordenti dell’alcol, più vasti delle lire,”

Rimbaud – Poesie

Venerdì 16 Novembre 2018 – Ore 17.00

Alexandre Dumas
“A tutti i mali ci sono due rimedi: il tempo e il silenzio.” 
ALEXANDRE DUMAS (PADRE)

Paolo leggerà e commenterà i testi tratti da:

  • I tre Moschettieri 
  • Il conte di Montecristo


“Il primo lunedì del mese d’aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l’autore del ‘Romanzo della Rosa’, sembrava essere in completa rivoluzione, proprio come se gli Ugonotti fossero giunti per farne una seconda Rochelle. Molti abitanti, vedendo le donne fuggire dalla parte della Gran Via e sentendo i bimbi strillare sulle porte, si affrettavano a indossare la corazza e…”

Alexandre Dumas – I tre Moschettieri
Capitolo: I TRE REGALI DEL SIGNOR D’ARTAGNAN PADRE.


“Guardate – riprese il conte prendendo i due giovani per mano – perché è davvero interessante: ecco là un uomo che era rassegnato alla sua sorte e andava incontro alla morte senza resistenza e senza lamentele; sapete che cosa gli dava un Po’di animo?…”

Victor Hugo – IL CONTE DI MONTECRISTO

Victor Hugo
“Ammiriamo i maestri, però senza imitarli.”
VICTOR HUGO

Paolo leggerà e commenterà i testi tratti da:

  • I miserabili
  • Notre Dame de Paris

“Di notte, quando essi erano là, quel giardino sembrava un luogo vivente e sacro. Tutti i fiori si aprivano intorno a loro mandandosi incensi; essi aprivano le loro anime e le espandevano nei fiori. La vegetazione lasciva e vigorosa trasaliva piena di forza e d’ebbrezza intorno a quei due innocenti, alle cui parole d’amore gli alberi fremevano.
Che cosa erano quelle parole? Soffi…”

Victor Hugo – I MISERABILI – Marius e Cosette


Vive la France - Ciclo di letteratura francese
Iscrizione – Letteratura Francese – Ciclo di incontri

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